Un libro, una rievocazione, una memoria: la storia di Gioacchino Murat rivive a Pizzo

C’è un luogo in Calabria dove la storia non dorme mai: Pizzo. Tra le onde del Tirreno e le mura del castello, ogni ottobre la città si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto per ricordare l’uomo che lì trovò il suo destino — Gioacchino Murat, re di Napoli, cognato di Napoleone e protagonista di una delle vicende più drammatiche dell’Ottocento europeo.

Nel contesto della rievocazione storica dello sbarco, della cattura e della fucilazione di Murat — evento riconosciuto a livello nazionale e giunto alla sua tredicesima edizione — è stato presentato il nuovo libro Gioacchino Murat. Sbarco, cattura e fucilazione, pubblicato da Libritalia e curato dall’Associazione Gioacchino Murat ETS, con testi di Domenico Sorace, dialoghi di Ruggero Antonio Ceravolo e ideazione di Giuseppe Pagnotta.

Il volume non è solo un racconto storico: è un atto d’amore verso la memoria di un re e verso la città che ne fu teatro. L’opera si inserisce nel più ampio percorso dell’Associazione Murat ETS, fondata nel 2002 da Giuseppe Pagnotta, che da oltre vent’anni anima Pizzo con attività di ricerca, teatro, didattica e rievocazione. Dalla creazione del Museo Murattiano nel castello della cittadina tirrenica fino alla produzione di spettacoli e convegni, l’associazione ha saputo trasformare la storia in esperienza viva.

La rievocazione dello sbarco — che rianima il borgo tra figuranti, cortei e suoni d’epoca — diventa così il contesto ideale per presentare un libro che è al tempo stesso saggio storico, sceneggiatura e guida emotiva.

Sorace, con rigore e passione, accompagna il lettore nei giorni fatali dell’ottobre 1815, quando Murat, partito da Ajaccio, sbarcò a Pizzo con pochi uomini per tentare un disperato ritorno al potere, trovando invece la morte e l’immortalità nella memoria collettiva.

Il libro nasce anche come compagno di viaggio per chi assiste alla rievocazione. Le sue pagine, che intrecciano documenti d’archivio, dialoghi drammatici e approfondimenti storici, preparano lo spettatore alla visione degli eventi rappresentati: lo sbarco alla Monacella, la piazza gremita, la cattura, il processo e la fucilazione nel castello.

Come scrive Sorace nella presentazione, l’intento è quello di «accompagnare lo spettatore nella visione e nell’ascolto della tragica e, insieme, eroica vicenda di Gioacchino Murat», ma anche di «fare i conti con la resilienza memoriale della figura di Murat in Pizzo, città che è stata attrice e testimone di una vicenda che ha segnato la fine dell’epopea napoleonica».

La pubblicazione di questo volume durante la rievocazione storica rappresenta un ponte tra storia, cultura e comunità: un invito a riscoprire Murat non come personaggio distante, ma come simbolo di coraggio, idealismo e passione.

Sfogliando il libro, si percorrono le stesse vie che oggi accolgono i figuranti, si riascoltano le voci di un popolo diviso tra fedeltà e speranza, e si riconosce nella memoria di Pizzo una parte del nostro presente.

Con questa edizione, Pizzo conferma ancora una volta il suo ruolo di capitale murattiana d’Italia, custode di una memoria che continua a parlare — ogni anno, ogni ottobre — attraverso la parola scritta, la scena e il ricordo.

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