La lingua madre è la lingua del cuore, delle emozioni, degli affetti. Aharon Appelfeld va oltre affermando che: «La lingua madre è come il latte materno. La lingua madre non la parli, scorre».
Parlare una lingua significa “portare” ed esprimere la cultura che essa veicola. Nel mondo globalizzato di oggi, una situazione estremamente frequente porta a confrontarsi con diverse lingue possibili. La coesistenza di lingue diverse nello stesso territorio (il cosiddetto multilinguismo) o nello stesso individuo (in questo caso, si parla di plurilinguismo) è ormai una condizione normale e diffusa nel mondo, un po’ meno ancora in Italia, sebbene almeno metà della popolazione mondiale sia bilingue o plurilingue: milioni e milioni di persone crescono parlando due o più idiomi.
L’aspetto interessante è che avere diverse lingue, scegliere talvolta di averne più di una, significa dover necessariamente accedere ad un metalinguaggio per trascenderle. Significa anche dover incrociare una genealogia trasmessa dall’interno e una acquista dall’esterno.







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