8 DICEMBRE – \”L\’eredità del Conte Vito Capialbi\” a cura di Foca Accetta

Dopo aver ascoltato le voci nuove, questa settimana ci immergiamo nella storia e nella cultura locale: pagine che custodiscono memorie, tradizioni, luoghi e identità.
Ogni giorno vi proporremo un titolo che racconta il territorio, ne illumina le radici e ne svela il fascino nascosto.
Un viaggio tra passato e presente, per riscoprire ciò che ci rende comunità.

Foca Accetta – L’eredità del conte Vito Capialbi

Il nuovo saggio dello storico Foca Accetta è un viaggio puntuale e coinvolgente tra le carte e le stanze di uno dei padri della cultura e della storia vibonese: Vito Capialbi, conte, letterato, storico e archeologo, appartenente a una delle più antiche e illustri famiglie nobiliari vibonesi.

Figura centrale dell’Ottocento calabrese, Capialbi ha legato il proprio nome a un’instancabile attività di ricerca e di studio, volta a «illustrare la patria» attraverso la valorizzazione della storia, delle antichità e delle memorie locali. Nella sua dimora egli raccolse, con spirito illuminato e metodo scientifico, una preziosa collezione di reperti archeologici, testimonianze di un passato glorioso e remoto, gettando le fondamenta del futuro Museo Archeologico Statale di Vibo Valentia, oggi a lui intitolato.

Il volume, frutto di una rigorosa e appassionata indagine storica, restituisce la figura del Conte Capialbi non solo come studioso e collezionista, ma anche come uomo, svelandone gli aspetti più intimi e privati, grazie a una scoperta di straordinaria importanza: il testamento olografo redatto nell’agosto 1852 e l’inventario post-mortem redatto tra il dicembre 1853 e il febbraio 1854, rinvenuti presso l’Archivio di Stato di Vibo Valentia.

Attraverso la pubblicazione integrale e commentata di questi due documenti inediti, l’opera ricostruisce il mondo domestico e intellettuale in cui Capialbi operava. Ne risulta un affresco vivido e autentico, in cui si intrecciano la passione per lo studio, il gusto per l’antico e l’alto senso civico di un uomo che ha fatto della conoscenza la sua missione.

Questa pubblicazione non solo valorizza due testimonianze documentarie di eccezionale rilievo, ma rappresenta un importante servizio reso alla cultura locale e nazionale: restituisce alla comunità vibonese una parte del proprio patrimonio storico e umano, contribuendo in modo significativo alla ricostruzione della memoria collettiva e alla riscoperta di una figura che ancora oggi rappresenta un faro di civiltà e di sapere.

Il libro è, dunque, molto più di un omaggio a un illustre cittadino: è un ponte tra passato e presente, tra memoria e futuro. È il racconto, intimo e rigoroso, di un uomo che fece della cultura una missione e della sua casa un tempio del sapere.

Santo Lico, Presidente Fondazione Santo Lico

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