15 DICEMBRE \”Eleonora – Una donna tra due secoli\” a cura di Luciano Prestia e Mariangela Preta

Dopo i nuovi talenti e le radici del territorio, questa settimana esploreremo le opere che si sono imposte come i più grandi successi dell’anno presente: gli autori di punta del nostro catalogo, le voci che più di tutte hanno contribuito a definire l’identità della nostra casa editrice.

Ogni giorno vi presenteremo un libro che ha segnato il 2025 con forza, qualità e una visione solida e profonda, capace di costruire mondi.

Un invito a riscoprire le storie che ci rappresentano e che continuano a ispirarci.

Luciano Prestia e Mariangela Preta – Eleonora

Eleonora Morelli è la protagonista di questo romanzo, che si snoda come un lungo, dolente atto di sincerità. Non cerca compassione, né riconoscimenti: scrive a un figlio o a un nipote mai avuto, come se volesse lasciare, finalmente, un segno autentico del proprio passaggio sulla terra. È una donna del Sud, nata nel 1897 a Triparni, e la sua storia personale si intreccia con quella dell’Italia più profonda, quella che attraversa due guerre, un regime e una modernità che stenta ad arrivare.

Il nodo più stretto della sua vita si chiama madre. Donna Caterina è una figura imponente, rigida, religiosa fino all’ossessione, devota al culto familiare e alla memoria dei defunti. La stanza buia, carica di santi e fotografie incorniciate, è il simbolo perfetto di un’autorità che soffoca, di un affetto che controlla, giudica, pretende. Eleonora cresce in questo ambiente cercando di respirare, di costruire la propria individualità. Il primo atto di ribellione è simbolico ma potentissimo: spoglia la sua stanza dai tendaggi barocchi e dai quadri sacri, lasciando solo un crocifisso. È l’inizio di un percorso di emancipazione silenziosa ma coerente.

E poi arriva la scuola. A diciassette anni si ritrova maestra, responsabile dell’educazione di venti bambini in un piccolo paese. Scopre la vocazione, l’autonomia, la possibilità di costruire qualcosa che vada oltre le mura domestiche. Ma la sua scelta non è solo professionale: è anche affettiva. Rimane in quel luogo per amore di Pasquale, cugino e amore d’infanzia, da cui è stata crudelmente allontanata per volontà degli adulti. Un amore puro, infantile, che però non ha mai smesso di bruciarle dentro. Quel distacco rappresenta per Eleonora un lutto mai veramente superato, che incide nel suo carattere e nella sua solitudine.

Nel corso della narrazione, il tempo scorre e cambia. Eleonora vive in pieno il periodo fascista, con tutte le sue contraddizioni. La figura del padre, uomo d’onore e di rappresentanza, si muove in un mondo che sta cambiando, ma resta ancorato ai valori della proprietà, del nome, dell’apparenza. La scuola, invece, diventa per Eleonora un osservatorio privilegiato da cui vedere la trasformazione di un’Italia che, tra guerre e propaganda, si prepara ad affrontare il caos del Novecento.

Eppure, ciò che colpisce di più è la voce di Eleonora. Una voce che si trattiene, che si corregge, che cerca di essere giusta anche verso chi l’ha ferita. Una voce che, nel ricordo, non cerca vendetta, ma comprensione. È il ritratto di una donna profonda, colta, sensibile, che ha saputo convivere con la nostalgia senza esserne schiacciata.

Eleonora Morelli è un personaggio da ricordare, perché ci insegna quanto coraggio serva per restare fedeli a sé stessi, anche quando il mondo – la famiglia, la storia, il tempo – ti spinge nella direzione opposta. La sua è una testimonianza preziosa: un lascito per chi, oggi, cerca di capire da dove veniamo e, forse, anche dove stiamo andando.

Luciano Prestia, con delicatezza e rispetto, non riscrive Eleonora, ma la lascia parlare. Il suo ruolo di autore è simile a quello di un custode, o di un regista invisibile: raccoglie appunti, taccuini, ricordi sparsi, e li ricompone in un racconto coerente, profondo, toccante. Il risultato è un libro che ha la forza del documento storico e la bellezza della letteratura intima.

Eleonora vive sulla propria pelle gli sconvolgimenti del Novecento: la guerra, il fascismo, i cambiamenti sociali che coinvolgono la scuola e la famiglia. Ma la sua rivoluzione è silenziosa: è una donna che lotta con le armi della cultura, dell’indipendenza, della coerenza morale. Spoglia la sua stanza dai simboli religiosi imposti, affronta la sua vocazione con passione, e si confronta con la madre in un dialogo finale che è tra i momenti più intensi del libro.

Luciano Prestia non costruisce un’eroina, ma restituisce umanità a una figura che, se non fosse stata raccontata, sarebbe rimasta nell’oblio come tante altre. Il suo merito sta nel dare voce al non detto, nel trasformare una storia privata in una memoria collettiva, capace di toccare chiunque abbia avuto una madre difficile, un amore perduto, o un sogno rimasto a metà.

Questo libro è un atto d’amore verso la parola, verso la memoria e verso quella generazione di donne che hanno costruito il futuro nel silenzio.

A dare corpo e dignità a questa voce è stato Luciano Prestia, autore sensibile e rispettoso, che ha saputo trasformare un frammento privato in un racconto universale. Ma questo libro non sarebbe mai esistito senza la tenacia e l\’intuizione di Mariangela Preta, che ha fortemente voluto che la storia di Eleonora fosse salvata dall’oblio.

Mariangela Preta, attraverso un meticoloso lavoro di recupero e selezione dei materiali, ha fatto da ponte tra passato e presente. È lei che ha creduto, prima di tutti, che quelle pagine intime meritassero di essere condivise, lette, comprese. Il suo contributo non è solo affettivo, ma anche documentale e curatoriale. Senza il suo impegno, le parole di Eleonora sarebbero rimaste nel silenzio in cui erano state scritte.

Eleonora Morelli, grazie alla penna sobria e sensibile di Luciano Prestia e alla tenacia di Mariangela Preta, non è più sola.

Simona Toma, direttrice editoriale Libritalia

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