13 DICEMBRE \”Sapori Antichi – Il libro della cucina calabrese\” a cura di Jole Silvaggio / \”Oro rosso di Calabria\” a cura di Giuseppe Cinquegrana

Sapori Antichi

Con Sapori Antichi, Jole Silvaggio ci invita a compiere un viaggio sensoriale e affettivo nella memoria gastronomica della Calabria, una terra dove la cucina è racconto, identità e tradizione.

Il libro non è solo una raccolta di ricette: è un vero e proprio archivio di saperi popolari, un intreccio di storie, gesti e sapori tramandati di generazione in generazione.

Attraverso piatti semplici e autentici — nati dalla povertà ma ricchi di ingegno, gusto e amore — l’autrice ci restituisce l’anima di una cucina che vive nei ricordi delle famiglie, nelle feste di paese e nei profumi delle case.

Sapori Antichi è anche un atto d’amore verso la Calabria e le sue donne, custodi silenziose di una sapienza culinaria che merita di essere tramandata.

Jole Silvaggio, con linguaggio semplice ma colto, mescola la precisione della ricetta con il calore della memoria, trasformando ogni pagina in un invito a riscoprire le radici del gusto.

Un libro che parla al cuore e all’appetito, perfetto per chi ama la buona cucina, la cultura locale e il valore delle tradizioni.

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Oro rosso di Calabria

Nel testo dedicato alla cipolla rossa, Giuseppe Cinquegrana compie un’operazione affascinante e densa di significato: trasforma un umile ortaggio in un simbolo potente della nostra storia culturale. La cipolla, alimento antico e spesso sottovalutato, diventa qui protagonista di un racconto che unisce mito, medicina, superstizione e sperimentazione gastronomica.

Fin dalle prime righe, l’autore cattura l’immaginazione del lettore con immagini dal sapore arcaico: la cipolla come scudo contro i malefici, da raccogliere solo a luna calante per sottrarla al dominio oscuro di Ecate. È un’apertura che ha il sapore dei racconti attorno al fuoco, quando ogni erba, ogni gesto agricolo, aveva un significato cosmico. Eppure, accanto alla magia, troviamo il rigore della storia: Dioscoride e Galeno vengono chiamati in causa a dimostrazione che il sapere antico non era solo credenza, ma anche scienza. La cipolla bianca, cibo; quella rossa, medicina. Una distinzione che risuona ancora oggi nelle pratiche della cucina contadina e nella moderna riscoperta del cibo come cura.

Cinquegrana poi fa un salto deciso nel presente, senza mai perdere il filo conduttore con la tradizione. La cipolla rossa di Tropea — già simbolo identitario della Calabria — è ora al centro di creazioni audaci e provocatorie: il panettone alla cipolla, il gelato dal gusto inaspettato. Non è solo sperimentazione: è un atto d’amore verso la memoria, un modo nuovo per rendere attuale ciò che rischia di essere dimenticato.

Cinquegrana non è solo uno scrittore: è un custode. Nei suoi testi, la cultura del cibo si intreccia con la storia, l’antropologia, il territorio. La sua scrittura è colta ma mai distante, precisa ma carica di passione. Studioso delle tradizioni del Sud e in particolare della Calabria, riesce a far parlare ogni ingrediente come se fosse un personaggio: la cipolla, l’aglio, l’olio, diventano voci di un racconto collettivo, pezzi di un’identità profonda.

Con stile limpido e tono narrativo, l’autore ci accompagna dentro un mondo dove la cucina è molto più di ciò che si mangia: è memoria, magia, radice. Ed è proprio questa visione che rende il suo lavoro prezioso.

Il testo sulla cipolla rossa è breve, ma lascia un’impressione profonda. È una finestra su un modo di pensare e vivere il cibo che troppo spesso dimentichiamo. Con sensibilità e competenza, Giuseppe Cinquegrana ci ricorda che ogni sapore ha una storia, ogni piatto un’anima. E che a volte, basta una cipolla per raccontare il mondo.

Simona Toma, direttrice editoriale Libritalia

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